Maggio 17, 2021

Azione 2 : Dopo Scuola e Laboratori Creativi

Finalità

Approfondimenti

Il Dopo Scuola e i Laboratori Creativi San Tommaso in Ponte hanno come obiettivo primario quello di prevenire l’abbandono scolastico la cui principale causa è la “povertà” in tutte le sue accezioni: socio- economica, vecchia e nuova, abitativa: mancanza di spazi e tempi dove poter studiare, affettiva e culturale, mancanza di strumenti. L’insuccesso scolastico e la dispersione sono esse stesse una forma di povertà che oltre tutto si manifesta nei giovani e giovanissimi. Chi non riesce ad arrivare ad un diploma non è in grado di adeguarsi all’evoluzione tecnologica in corso e entra, con buone probabilità, a far parte dei “nuovi poveri”.

Oggi a ciò sono da aggiungere le disparità etniche. E’ centrale l’integrazione e la socializzazione multiculturale tesa all’accoglienza delle diversità delle persone e delle culture. Ciò ha particolare valore e incidenza quando riguarda la fascia della scolarizzazione.

Il Doposcuola vuole dare un contributo, sebbene limitato, a rimettere in moto l’Ascensore Sociale che tanta parte ha avuto nella rinascita del nostro paese, e che da troppo tempo è fermo. Oggi nascere in una famiglia economicamente svantaggiata e/o con limitate conoscenze culturali e di istruzione ha come conseguenza il restare nello stesso ambito (ci sono dati che scientificamente dimostrano ciò). Ecco perché il Doposcuola sarà aperto a tutti.

Un Luogo dove sarà privilegiato il sostegno a carattere culturale generale con contenuti trasversali che motivino i ragazzi nell’importanza dello studio e della cultura come strumenti imprescindibili di vita. Dove si privilegi “il metodo” anche nel dare supporto alle debolezze disciplinari che comunque saranno affrontate in stretto rapporto con le scuole e gli insegnanti. Dove partecipazione e coinvolgimento dei ragazzi, costruzione di momenti di socializzazione e di incontro in primis con i genitori, i familiari, deve essere la cifra del Dopo scuola. Dove si creano occasioni di dialogo favorendo la crescita di una cultura della solidarietà e della collaborazione.

Il Doposcuola si basa sul volontariato di insegnanti della scuola di ogni ordine e grado, ma è da ricercare, proprio perché siamo a Pisa la collaborazione di docenti universitari. Maestri e professori in pensione che hanno disponibilità di tempo e la voglia di mettersi in gioco in questo progetto. Docenti in attività che possono portare, oltre alla competenza specifica, le problematiche emergenti nel quotidiano all’interno delle scuole, problematiche che sicuramente sono presenti nel doposcuola.

Un doposcuola ovviamente interdisciplinare integrato dalla competenza di psicologi ed educatori, mediatori culturali.

Importante sarà l’inclusione degli studenti universitari, fuori sede e non (da ricercare in assoluto il coinvolgimento delle studentesse del Collegio Universitario delle figlie di Maria Ausiliatrice, come detto attiguo a San Tommaso) che oltre ad insegnare possono stabilire un dialogo e un contatto più ravvicinato con questi giovani e giovanissimi.

Il Doposcuola punterà a dotarsi di “laboratori didattici” o meglio momenti in cui il “fare” ed il “costruire” possono favorire la comprensione di contenuti per definizione ritenuti ostici (si pensi in particolare alla matematica e le scienze in genere); di strumenti multimediali che aiutino nel percorso di recupero ben interpretando la familiarità dei giovanissimi con la tecnologia; di momenti e spazi di creatività a contatto con artisti, da intendere in senso lato, pisani.

Anche il doposcuola, fermo restando il volontariato del personale docente e delle altre figure, avrà bisogno di risorse per dotarlo di strumenti didattici che favoriscano l’apprendimento e che i ragazzi non trovano nelle loro case. Anche in questo caso esiste “lo scarto”, anzi è più diffuso di quanto si pensi in particolare in una città come Pisa. Per gli strumenti informatici quante società rinnovano il parco nell’arco di pochi anni? Quindi una loro sensibilizzazione e un loro coinvolgimento può permettere il riuso. E quanto si può “costruire” o “simulare” coinvolgendo i laboratori delle nostre Università, del CNR, ecc. ecc.? Ancora il recupero al servizio dell’inclusione.

Lo spazio fisico sarà concepito in modo polivalente, abbiamo già detto; i tavoli saranno nello stesso tempo quelli su cui si studia e si lavora e dove alle cadenze si pranza o si cena e, perché no, si fa merenda.

Lo spazio dovrà ospitare anzi costruire momenti di aggregazione culturale per ogni età. Bello sarebbe e da ricercare la collaborazione di giovani e meno giovani “creativi” pisani che si distinguono a livello nazionale ed oltre per i loro fumetti, la satira, la video arte, il web, il mondo dei social, la musica. Non iniziative occasionali, ma che coniughino la fruizione con la formazione.