Marzo 5, 2021

Azione 3 : Ristoro,Cibo e Ambiente

Il Ristoro di San Tommaso in Ponte: dall’eccedenza all’eccellenza. La Chiesa di San Tommaso in Ponte deve essere un luogo per momenti di convivialità intorno al Cibo. E’ ovviamente pensato come una integrazione dell’offerta quotidiana, fondamentale ed insostituibile, fornita da più associazioni di volontariato. Persone diverse, profondamente diverse, per storia personale e per stato di necessità momentaneo, trovano intorno a tavole apparecchiate un momento di convivialità, serviti da altre persone che porranno la massima cura nel servizio, sempre disponibili ad un dialogo discreto, qualora richiesto.

Abbiamo detto in premessa “un pranzo stellato”, perché oggi, in tempo di trasmissioni televisive che tanto colpiscono l’immaginario collettivo, rende immediatamente l’idea che vogliamo servire agli ospiti un pranzo o una cena di qualità frutto della ricerca nel mettere a profitto prodotti alimentari che di volta in volta saranno disponibili in rapporto con il territorio, la grande e media distribuzione, le associazioni che radunano coltivatori e allevatori.

Al Ristoro di volta in volta si “esibiranno” chef (naturalmente uomo o donna che siano) che operano in ambito cittadino o della nostra area (auspicabile e da ricercare anche la partecipazione di chef di città limitrofe); Esperienze di ristorazione nate dal connubio tra ristoratori e associazioni di persone diversamente abili presenti sia in città che nella Provincia; Docenti e studenti dell’Istituto alberghiero. La partecipazione di ciascuno di loro e della propria squadra sarà volontaria. La scelta dei piatti del pranzo/cena è affidata alla loro creatività partendo dai prodotti che saremo in grado di reperire e che comunque dovranno essere sufficienti a somministrare un pranzo completo.

Combattere lo spreco e lo scarto. Rendere produttive le eccedenze in rapporto con la Grande Distribuzione che molto già fa nella gestione delle eccedenze. Siamo in presenza di una legge (166/2016) che può facilitare questa collaborazione. E’ ovvio che il progetto deve essere presentato alle principali catene presenti a Pisa per verificarne il loro interesse.

Il Progetto, tuttavia, si vuole rivolgere anche al mondo associativo e cooperativo locale, al mondo variegato del Km zero perché anche in questo spaccato può esserci l’eccedenza in particolari momenti della produzione e ci può essere il desiderio di partecipare a questo progetto. Quando si parla di questo mondo non si deve pensare ai soli prodotti della terra ma anche ai prodotti caseari e dell’allevamento, alla pesca.

Il progetto vuole e ricerca l’inclusione di coloro che sono impegnati nella gestione degli orti sociali così come, una volta portato all’attenzione della pubblica opinione, la partecipazione di tutti coloro che coltivano per le esigenze di famiglia e per hobby piccoli orti di proprietà (quanto della loro produzione viene regalata a vicini ed amici e nonostante ciò c’è una “eccedenza”?). Questa parte del progetto può essere anche vista come una occasione di inclusione sia per coloro che vorrebbero impegnare parte del loro tempo in queste attività (anziani o meno), lavorare in compagnia, socializzare, sentirsi utile. Per alcuni, persone più giovani, in cerca di prima occupazione, o persone espulse dal mondo del lavoro in età più avanzata (si pensa sempre ai cinquantenni), può essere una occasione per avvicinarsi alla terra, per imparare a coltivare (importante e da ricercare la collaborazione con il Dipartimento di Agraria e di Tecnologie della alimentazione della nostra Università) e quindi produrre per le esigenze familiari, ma anche, una volta consolidate le capacità, per vendere i propri prodotti. Il progetto potrebbe agevolare queste sinergie con una specie di anagrafe volontaria di proprietari di orti lasciati incolti disposti a darli in uso gratuito temporaneo.

Il Ristoro aprirà le proprie porte con una cadenza che potrà essere inizialmente quindicinale e quindi settimanale (pranzo e/o a cena). Gli Ospiti del Ristoro saranno individuati con la collaborazione delle cooperative sociali e l’associazionismo. Rivolgendosi anche a famiglie con figli o persone separate in momentanea difficoltà si può pensare di utilizzare anche altre modalità ad esempio una prenotazione on line tutta da studiare (anche questo darebbe loro il segno della normalità).