Luglio 27, 2021

Azione 2 : Dopo Scuola e Laboratori Creativi – Dopo Scuola in rete

Il Doposcuola in Rete

La scuola vive in una continua incertezza, tra aperture e chiusure, tra didattica a distanza ed in presenza. Inutile soffermarci su ciò che è ormai di dominio pubblico, anche troppo dibattuto sui media e sui social, senza prospettare soluzioni concrete: l’aggravarsi delle differenze legate alle condizioni socio- culturali ed economiche che vivono i bambini e gli adolescenti. Per non parlare dell’impoverimento culturale generale tanto che, a ragione, si pensa, in particolare per i giovani delle superiori, ad una generazione che presenterà un gap culturale difficilmente colmabile.

Diamo questi temi del dibattito pubblico come acquisiti anche se è nostra intenzione tenerli ben presenti ed al centro della nostra azione con il percorso intrapreso sull’abbandono e la dispersione scolastica.

Oggi però ci concentriamo su una proposta che sia coerente con il nostro progetto e che tenga conto delle difficoltà di relazione imposte dal Covid (impossibilità di riunire bambini e giovinetti in un luogo): il Doposcuola in rete come luogo virtuale, per chi vuole e ne sente la necessità, dove trovare un tutor, una persona che può avere l’età di una nonna o di un nonno, di una zia o di uno zio, di una sorella o di un fratello maggiore, con la quale parlare, alla quale porre domande che posso essere relative a ciò che è stato fatto in classe (i contenuti), a ciò che si vorrebbe che  venisse fatto o a ciò che non si vuol fare perché magari la scuola è vissuta come qualcosa di imposto.

Un tutor che può anche aiutare nello svolgimento dei compiti ma che trova la sua ragione d’essere nel motivare partendo dagli interessi che ogni ragazzo ha e che per mille ragioni sono spesso inespressi laddove le condizioni familiari sono di povertà economica che implica spesso povertà culturale e viceversa.

Prima di tutto ci rivolgiamo a quelle famiglie che hanno minori che si trovano su di un crinale pericoloso: proseguire e/o progredire nello studio, riconoscendo come lo studio sia elemento centrale per il proprio riscatto sociale ed economico, oppure abbandonare o abbandonarsi ad un esito fatale e scontato. 

Stabilire tempi e modalità di intervento di una rete di tutor che si possono articolare anche in specialisti per disciplina quando necessario (la tanto temuta matematica, ad esempio, per provare a rimuovere questo tabù), ma anche persone che sono in grado di raccontare e tramandare storie, usanze e tradizioni, o mestieri. È possibile, per esempio, pensare che si possa, anche senza il contatto fisico, far costruire un origami e mediante questa costruzione fare geometria? Ma è solo un esempio per far capire l’approccio. Oppure, come ci possiamo dedicare a far vedere immagini e spaccati della nostra città partendo da curiosità che non soltanto i più piccoli non conoscono?

La rete si deve estendere guardando anche a coloro che non hanno problemi socio-economici o di background culturale, ma che vivono un momento collettivo ben diverso da quello ante covid, visto che, per crescere, c’è bisogno del confronto e dello scambio di idee. 

Niente vieta che il tutor, con gli strumenti oggi disponibili, riunisca due bambini che sono amici e che si sentono più sicuri e pronti stando insieme.

Ma Il Doposcuola in rete vuole essere anche uno spazio virtuale dove il tutor (specialista ma calato nel contesto del rapporto con i bambini) affronta tematiche che possono essere di interesse per le famiglie o gli insegnanti e che hanno una ricaduta oggettiva sui ragazzi, se questi sono coinvolti nel percorso da veri protagonisti. Un primo tema può essere “l’educazione alimentare”. Un tema “circolare”: il cibo, che vuol dire la selezione dei prodotti e la loro composizione, la modalità di coltivazione (di prossimità), il modo di cucinare e l’ambiente; la salute: una corretta dieta alimentare (da sfatare l’idea che una dieta equilibrata sia più costosa”) e i suoi riflessi generali sulle condizioni psico-fisiche; l’istruzione, fare cultura, contribuire a creare dei cittadini consapevoli dei limiti e delle risorse, evitando lo spreco e lo scarto per un ecosistema sostenibile. 

Il Doposcuola in rete (rete sociale e rete telematica che i ragazzi oggi usano con facilità) si pone, come avvenuto con il Cenone in rete, su due piani che devono essere intimamente connessi: l’azione verso coloro che vivono momenti di oggettiva difficoltà con il rischio concreto di essere esclusi (o di autoescludersi) e quelli che non hanno di questi problemi ma che si sentono soli e vogliono relazionarsi anche con l’amichetto per crescere insieme. Lo stesso vale per i tutor (i nonni, gli zii, i vicini di casa che oggi purtroppo non esistono più) che possono rendersi utili con le loro competenze ma anche e soprattutto con la loro umanità, e crescere stando insieme.

Questa Proposta è rivolta a tutti coloro che pensano di poter dedicare un certo numero di ore la settimana, non a tempo perso, consapevoli che a monte c’è bisogno di un dialogo e di un contatto continuo tra tutor per rendere armonica ed efficace l’attività.

Con questa proposta siamo aperti al dialogo con le molte altre associazioni che già operano in questo ambito e prima di tutto con i Dirigenti Scolastici degli istituti omnicomprensivi della nostra città.